Diversi uffici in Europa sono stati certificati Top Employer ed alcuni per il terzo anno di fila. Quale ritieni essere il fattore chiave che ha portato a questo riconoscimento?

PageGroup continua a creare costantemente eccellenti condizioni lavorative per i propri dipendenti. Poniamo le persone al centro di quello che facciamo, in particolare delle nostre strategie HR, partendo da come cerchiamo di attrarre i nostri talenti fino alla loro ritenzione. Promuoviamo l’inclusione, le performance, il management e incoraggiamo una cultura partecipativa alla vita aziendale, perché crediamo davvero che questo contribuisca al nostro successo.

Pensi che il ruolo del datore di lavoro sia cambiato negli ultimi 5/10 anni?

Assolutamente! I dipendenti hanno aspettative maggiori, non solo in termini di appropriati pacchetti retributivi o chiarezza nella definizione del ruolo, ma soprattutto in percorsi di crescita, apprendimento ed evoluzione.

Ho notato questo cambiamento per la prima volta quando mi sono trasferita in Svizzera per aprire l’ufficio a Zurigo. Ero impegnata a selezionare persone per il mio team. Quando chiesi ad una giovane candidata quale fosse la ragione per cui avrei dovuto assumerla lei mi rispose: qual è la ragione per cui io dovrei sceglierla come datore di lavoro? Ho pensato WOW. Non mi ero mai confrontata prima con una tale prospettiva in sei anni come recruiter. Oggi i candidati ricercano informazioni chiare su ciò che l’azienda può offrire loro, allo scopo di poter prendere decisioni consapevoli.

Con l’avvento della digitalizzazione che ha reso tutto maggiormente trasparente e accessibile, si presentano sfide ancor maggiori per le aziende?

C’è una forte necessità di principi quali integrità e fiducia. Oggi si può facilmente verificare se ciò che l’azienda afferma corrisponde a realtà. Oltre alla retribuzione e alla job description, ci sono tanti altri fattori cui i candidati oggi prestano attenzione, come ad esempio la cultura aziendale. È particolarmente importante la comunicazione da parte del management. Consistenza e coerenza ai messaggi aziendali sono necessari e contribuiscono a creare fiducia nel dipendente.

Un’altra sfida è la velocità con cui tutto accade, ed il risultato spesso è la mancanza di controllo. Nuovi processi e nuovi sistemi. Nuove modalità di misurare le attività e modi di operare innovativi. Ci sono siti dove è possibile recensire le aziende presse cui si lavora. Questa visibilità è al tempo stesso sfidante e un’opportunità per le aziende, che devono abbracciare il cambiamento. Credibilità e fiducia sono la chiave di tutto.

Qual è secondo te un errore comune in ambito HR da parte delle aziende oggi?

L’ HR sta costantemente migliorando, il che è positivo e questa evoluzione si accompagna al contemporaneo cambiamento anche delle condizioni ambientali. Ho notato nel corso degli ultimi anni che alcuni ostacoli frequenti sono la burocrazia o l’eccesso di processi, lunghi e senza senso. L’HR a volte non riesce ad essere sufficientemente agile e può vacillare quando si tratta di soddisfare le esigenze delle persone. La teorica organizzativa Lynda Gratton, nel suo libro ‘The 100 Year Life’ si riferisce proprio a questo, spiegando come famiglie e individui stanno evolvendo più velocemente di organizzazioni e istituzioni.

Mi piacerebbe vedere più aziende riconoscere ai dipartimenti HR un ruolo strategico perché penso davvero che possano fornire valore aggiunto. Le persone sono indubbiamente la chiave per il successo delle aziende, ma è necessario che i dipartimenti HR siano in grado di assicurare alle persone il miglior ambiente possibile.

Un altro errore è quello di mettere in atto una serie di strumenti e processi senza riflettere su ciò che davvero è adatto allo scopo, e come rendere tali processi efficienti.

Che consigli darebbe ad aziende che voglio no migliorare l’employer branding proposition?

Per essere coerenti verso ciò che si vende è necessario avere sufficiente chiarezza per quel che riguarda i propri principi. Sarà l'unico modo per sostenere la propria credibilità come datore di lavoro. Riflettere sui messaggi del brand, rappresenta una buona occasione per rivalutare i valori e la cultura di base. L’azienda rispecchia realmente l'immagine che si sta proiettando? In caso contrario, è il momento di agire.

E 'importante che la gente che si assume rifletta i valori aziendali. I dipendenti sono i vostri ambasciatori e sono più potenti di una campagna di marketing.

Se si osserva la comunicazione che effettuiamo attraverso i nostri marchi si può notare come ci appassioni perché noi non molliamo mai, lavoriamo come una squadra e facciamo ciò che facciamo sempre con una nota di divertimento nell’approccio.

Questi sono i nostri valori fondamentali e facciamo uno sforzo per viverli fino in fondo quotidianamente, sia che ci si trovi in un ufficio a Dusseldorf, Parigi o Milano.

Il nostro canale di comunicazione interna PageConnect, è pieno di giorni creativi, feste di compleanno e altro ancora, il che indica un ambiente di lavoro socievole e sano.

Puoi condividere qualche iniziativa fortemente percepita e apprezzata dai dipendenti di Page?

In PageGroup abbiamo una promessa di inclusione che pone l'accento sul genere, le famiglie, razza ed etnia, orientamento sessuale e disabilità. Per sostenere questo abbiamo un programma di diversità e inclusione a cui teniamo moltissimo. Abbiamo partnership con associazioni e istituzioni per impegnarci apertamente attraverso diversi programmi e iniziative affinché queste promesse di inclusione diventino realtà.

Flessibilità @ Page è stato implementato in Europa continentale l'anno scorso ed è un enorme cambiamento per PageGroup, sintomo di come ci adattiamo alle nuove aspettative. È un programma che fornisce ai dipendenti una finestra all’interno della quale possono prendere davvero iniziativa in termini di gestione del proprio tempo in modo efficace, consentendo di lavorare nella loro modalità ottimale. È una nuova direzione per noi, e posso dire che fino ad oggi è stata ben accolta