Hai la sensazione che la posizione lavorativi che ricopri non ti soddisfi più e vorresti cambiare lavoro? Ecco i segnali che ti avvisano. “Anno nuovo, vita nuova”: facile a dirsi, difficile a farsi. Perché cambiare ci mette a confronto con la paura dell’ignoto, è sinonimo di incertezza e, quindi, fonte di insicurezze e di preoccupazioni. 

Cambiare lavoro in Italia: alcuni dati  

In Italia solo l’11% dei lavoratori pensa al lavoro in termini di evoluzioni positive e da alcuni studi sulle prospettive professionali è emerso che tra coloro che hanno cambiato almeno una volta lavoro, per il 50% di loro non c’è stato alcun miglioramento in termini di affermazione o carriera; mentre per poco più del 40% ci sono stati miglioramenti retributivi. D’altra parte, l’attuale mercato del lavoro propone impieghi precari e spesso poco remunerati, rendendo il desiderio di cambiare ruolo sempre più comune.  

Occorre però saper distinguere tra il semplice malcontento e l’urgenza di cambiare lavoro e, per farlo, ci sono dei segnali che aiutano a riconoscere una situazione del secondo tipo, mettendo invece da parte la prima. 

Le ragioni per cui vuoi cambiare lavoro 

Vediamo quali sono alcune delle motivazioni che possono portare a capire quando cambiare lavoro.  

  1. Cambiare lavoro, se fatichi ad andare in ufficio e non vedi l’ora di uscire 
    Quando non hai voglia di alzarti dal letto la mattina per andare in ufficio e poi, sul lavoro, guardi in continuazione l’orologio aspettando che siano le 18, questo è il primo segnale che ti suggerisce di cambiare lavoro.  

    A tutti infatti può capitare la “giornata storta”, ma se l’insoddisfazione e i malumori diventano un “rumore di fondo” che mina in tuo benessere, bisogna intervenire, a maggior ragione se il disagio aumenta nel tempo con possibili disturbi psicosomatici. 
     
  2. Diminuzione della motivazione  
    Se si percepisce un calo della motivazione sul posto di lavoro, questo è un primo segnale da considerare, sia quando si lavora in ufficio sia in smart working

    Restare concentrati sulla propria attività e sul proprio percorso, consente di rimanere performanti e quindi utili per l'azienda, ma al tempo stesso di evitare stress e di capire a fondo quale sarà il nostro prossimo step di carriera. 
     
  3. Cambiare lavoro quando il ruolo non è in linea con le tue capacità 
    Nel caso in cui non ci siano le capacità necessarie per fare bene il proprio lavoro, nè l’azienda ti mette in condizione di acquisirle è il momento di cambiare lavoro. Infatti, in questa situazione, il rischio è entrare in un circolo vizioso di frustrazione per il lavoratore e di insoddisfazione per l’azienda stessa. Quando la curva dell’apprendimento è ormai piatta o non ti senti motivato nel lavoro, puoi ragionevolmente domandarti come cambiare lavoro in tempi rapidi.  

    D’altra parte, se ci si accorge che l'azienda per cui si lavora non sta investendo sulla crescita o formazione, si apre l'opportunità di farlo in autonomia. Apprendere nuove competenze è un elemento sempre ottimo per migliorare la nostra visione di carriera ed essere in breve tempo pronti per eventuali nuove opportunità di lavoro che incontreremo. 
     
  4. Cambiare lavoro per ricevere maggiori gratificazioni 
    I tuoi colleghi sono scontenti, lamentosi e l’unico incoraggiamento che ricevi è quello del tuo riflesso nello specchio alla mattina. Un ambiente del genere non solo non ti dà possibilità di crescita, ma probabilmente ti sta portando piano piano a infelicità. Non te lo meriti, quindi fallo per te stesso: cambia lavoro. 
     
  5. Ci sono altri segnali che ti avvisano per cambiare lavoro? 
    Esistono altri segnali collaterali, legati cioè al contesto lavorativo, ad esempio: 

    -quando c’è un picco all’insù nel ricambio di personale all’interno dell’azienda, soprattutto delle figure “senior”, è bene captare i motivi che hanno effettivamente spinto quelle persone ad andarsene.

    -quando il tuo CV, rimasto silente nei portali delle agenzie per l’impiego, comincia a girare di nuovo e ricevi telefonate dai recruiter, è il segno che il mercato è in ripresa e può offrire nuove prospettive interessanti da cogliere al volo. 

    -quando stanno assumendo nuove figure all’interno del tuo stesso team e nella medesima area di competenza: forse potrebbero volerti sostituire con una figura più qualificata. 

Vuoi cambiare lavoro? Come prepararsi 

Cambiare è naturale, ma quando capire che bisogna cambiare lavoro? Vietato dire: “Sto male quindi cambio!” o “Cambiare lavoro è difficile” al contrario, occorre sapersi “ricalibrare” avendo chiari gli obiettivi da raggiungere. 

Concretamente, gli step da seguire sono: a) far chiarezza sulla situazione verso cui si desidera intraprendere (nuovo lavoro, trasferimento, libera impresa…); b) chiedere un’opinione differente per avere maggiori prospettive, ma anche per mantenere un atteggiamento costruttivo; c) prendersi il giusto tempo per capire quando cambiare lavoro possa essere la soluzione più adatta per la propria vita.  

Oltre a questi aspetti, ecco alcuni elementi da tenere presente quando ci si prepara a cambiare lavoro.  

Curare il CV e profilo Linkedin 

È opportuno dedicare un po' di tempo alla revisione di due strumenti imprescindibili che devono essere aggiornati ed allineati al momento di mercato attuale: il curriculum e il profilo LinekdIn.  

Il primo deve essere aggiornato immediatamente per trovare un lavoro migliore al tuo attuale. Valuta attentamente se desideri candidarti per posizioni di lavoro temporanee perché queste sono fondamentali se, tra altre cose, sei alla ricerca di un lavoro flessibile che ti dia la possibilità di gestire al meglio la tua vita privata o altre priorità che la vita ti ha messo d'innanzi. 

Il secondo elemento chiave è aggiornare il tuo profilo LinkedIn per permettere ai selezionatori, agli HR, agli head hunter e a tutta la tua rete di aver visibilità del tuo ruolo professionale all'interno del mondo del lavoro.  

Se vuoi aggiornare il profilo Linkedin abbiamo il contenuto giusto per te

Potenziare le soft skill: competenze imprescindibili per cambiare lavoro 

Le competenze “soft” sono importanti tanto quanto quelle tecniche che vengono apprese durante il percorso formativo (note come hard skills). Alcune abilità che vengono particolarmente apprezzate sono la capacità di lavorare in team e il problem solving che consentono al candidato di essere flessibile e di adattarsi alle situazioni più disparate. Inoltre, le soft skills possono permetterti di occupare una posizione per un lavoro con possibilità di crescita che ti consenta di potenziare le tue competenze.  

Tutti questi dettagli possono davvero dare la svolta al nostro percorso di carriera.  

Non ti scoraggiare 

È fondamentale tenere presente che cambiare lavoro potrebbe rivelarsi complesso, soprattutto in specifiche circostanze. Nonostante ciò, è importante non lasciarsi sopraffare dalla paura e dalla incertezza. Non ti domandare in maniera insistente “Ogni quanti anni cambiare lavoro”, ma piuttosto interrogati su quali vantaggi competitivi la tua presenza in azienda comporterebbe. 

Il tuo lavoro è lì fuori che ti sta aspettando, bisogna solo cogliere il momento giusto.  

Contenuti utili per aiutarti a cambiare lavoro 

Potrebbe, a questo punto, interessarti anche come superare un colloquio di lavoro o come performare al meglio durante un'intervista con un selezionatore. Una volta superato il primo step di selezione, diventa fondamentale aggiudicarsi il ruolo. Ecco come affrontare la seconda parte.  

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Summary

Esistono dei segnali che ti allertano nel momento in cui è necessario cambiare lavoro perché la tua soddisfazione professionale non è più ai vertici? Si! Ecco in un unico articolo i segnali per cambiare lavoro! Il momento giusto per cambiare lavoro è arrivato.